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Le mnemotecniche basate sulla conversione fonetica e sulla visualizzazione creativa

La parola “mnemotecnica” deriva dalla dea greca Mnemosine, madre delle muse, protettrici dell’arte e della storia. La dea della memoria dà ai poeti e ai saggi la capacità di trasmettere il passato e fornisce una forma di immortalità agli uomini le cui azioni vengono ricordate. Le tecniche mnemoniche hanno radici profonde nella storia, già nella Roma Antica, Marco Tullio Cicerone ne riporta l’esistenza e l’efficienza (per approfondire le origini delle tecniche clicca qui ).

Le tecniche mnemoniche moderne incontrano ottime applicazioni in diverse categorie di informazioni: parole chiave, concetti, parole straniere, qualsiasi tipo di numero, nomi di persona, dati personali, ecc. (per approfondire le applicazioni più comuni clicca qui)

Esistono diversi tipi di tecniche di memorizzazione, quelle contenute nel corso ApprenD+ si basano sulla visualizzazione creativa e nella conversione dei concetti astratti in immagini concrete (per concetti astratti si intendono anche tutte le informazioni numeriche).

E’ stato dimostrato che la nostra mente lavora per immagini concrete. E’ quindi possibile creare associazioni mnemoniche attraverso la visualizzazione creativa delle immagini concrete scelte o individuate. A supporto di questa affermazione ci sono le teorie di Maxell Maltz, il quale già nel 1960 affermava che la nostra mente NON fa differenza tra un’esperienza vividamente immaginata e una realmente vissuta. E’ stato inoltre dimostrato che la memoria funziona meglio utilizzando entrambi gli emisferi cerebrali. L’emisfero che comunemente si sfrutta meno è quello che utilizza la fantasia, il paradosso e la creatività.

Infine, per memorizzare i numeri viene utilizzata la Conversione Fonetica, che consiste in un codice che permette di trasformare qualsiasi numero in un’immagine rapidamente. Questa conversione fu studiata nel 1648 da Mink Von Wennsshein (studioso tedesco autore del libro “Relatio Novissima ex Parnassus de Arte Reminiscentiae”) e fu resa famosa successivamente da Leibniz (Gottfried Wilhelm von Leibniz, filosofo, matematico e scienziato tedesco vissuto tra il 1646 e il 1716).

Utilizzando nella giusta combinazione la visualizzazione creativa e la conversione fonetica dei numeri è possibile creare associazioni mnemoniche in grado di recuperare efficientemente le informazioni archiviate nella propria mente.

La memorizzazione a lungo termine

In confronto ai metodi tradizionali utilizzati per memorizzare, le mnemotecniche appena descritte hanno già un ottimo potenziale sul lungo termine. In aggiunta a questo maggiore potenziale intrinseco, inoltre, è possibile applicare ulteriori tecniche in grado di stratificare ancora meglio le informazioni memorizzate sul lungo periodo.

Queste tecniche possono essere applicate sulle informazioni che è necessario ricordare per un lungo periodo o anche a vita e risultano essere un’archiviazione a lungo termine molto efficace.

Il massimo compimento di una tecnica è la morte della tecnica stessa, ovvero arrivare a non necessitare più di un’associazione mnemonica per recuperare le informazioni di cui si ha bisogno in un determinato momento.

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Nel Corso sulle Tecniche di Memorizzazione

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Le tecniche di Lettura Dinamica

Le tecniche di lettura dinamica hanno origini negli anni ‘60, sono arrivate in Italia agli inizi degli anni ‘80 e hanno trovato contemporaneamente grandissima diffusione in tutto il mondo, Stati Uniti in testa. L’applicazione migliore la incontrano tutte le persone che devono leggere grandi quantità di materiale per lavoro o studio. Queste tecniche sono anche chiamate tecniche di lettura rapida (speed reading) e permettono effettivamente di accelerare la velocità di lettura, ma soprattutto permettono di scegliere a quale velocità leggere e quale livello di comprensione ottenere, in base al tempo disponibile e all’importanza di ciò che ci si appresta a leggere. Esercizi strutturati, strumenti specifici, test iniziali, intermedi e finali, permettono di per lo meno duplicare la velocità di lettura e contemporaneamente anche la comprensione finale.

Il potenziamento della propria capacità di lettura e comprensione è svolto attraverso le seguenti tappe:

  1. Test di lettura (iniziali, intermedi e finali);
  2. Discorsi esplicativi teorici sulla lettura e sui meccanismi attivi;
  3. Esercizi di fondamenta riguardanti:
    • L’ampiezza del campo focale;
    • La velocità di movimento oculare;
    • La velocità di percezione;
    • Il rilassamento oculare;
  4. Esercizi di traiettoria oculare;
  5. Esercizi di recupero delle informazioni lette.

La misurazione dei miglioramenti viene fatta con test che vanno a raccogliere i 3 parametri della velocità (parole al minuto), percentuale di comprensione e rendimento finale. In tutto il corso vengono utilizzati strumenti specifici come il cronometro, il metronomo e altre risorse elettroniche, alcune delle quali già presenti in internet.

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Le Mappe Mentali (Mind Mapping di Tony Buzan)

Le mappe mentali sono strategie di organizzazione di grandi quantità di concetti e informazioni, in grado di mantenere la visione globale e l’interconnessione tra gli argomenti. L’autore che ne delineò le caratteristiche, le regole e i vantaggi si chiama Tony Buzan (www.tonybuzan.com), uno psicologo americano contemporaneo e famoso ormai in tutto il mondo per i suoi studi sull’apprendimento. Le mappe mentali si differenziano dalle mappe concettuali sotto alcuni aspetti specifici. Le mappe mentali facilitano la comprensione perché si basano sul funzionamento della mostra mente e sfruttano le caratteristiche specifiche di ciascuno dei due emisferi cerebrali. In questo modo è possibile anche migliorare l’interconnessione tra i concetti, la visione globale, la sensazione di sicurezza e anche la memorizzazione degli argomenti appresi.

Oltre a migliorare l’apprendimento, le mappe mentali sono anche utili per effettuare presentazioni, trasmettere contenuti e condividere informazioni in una equipe di lavoro o studio.

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Tecniche di concentrazione e gestione dell’emotività

Queste tecniche si basano su diversi elementi: gli studi dello scienziato e fisiologo russo Ivan Pavlov, la visualizzazione di colori, il rilassamento fisico e il rilassamento mentale. L’obiettivo è arrivare a creare un ancoraggio mentale.

L’ancoraggio mentale è basato sugli studi inerenti il riflesso condizionato, che fu inizialmente teorizzato nel 1903 da Ivan Pavlov, il quale ha poi visto questi studi essere sviluppati e ampliati posteriormente da altri scienziati contemporanei. L’obiettivo della creazione di un ancoraggio mentale è di poter tornare a uno stadio di rilassamento fisico e mentale completo, quando necessario (prima di un esame universitario, un colloquio di lavoro, una riunione importante… ecc.). In questo modo è possibile anche gestire efficacemente la propria emotività e raggiungere uno stato di concentrazione ideale quando se ne ha bisogno.

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Le dinamiche mentali, le motivazioni, le strategie di studio e la gestione del tempo e delle priorità

La nostra mente può accelerare o frenare il raggiungimento dei nostri obiettivi nell’apprendimento. Le dinamiche mentali consistono proprio in questo: come il nostro cervello può aiutarci o ostacolarci in ciò che vogliamo. Per far si che la nostra motivazione si traduca nei risultati cercati è importante conoscere le dinamiche mentali più comuni ed essere consapevoli delle proprie.

Le Dinamiche Mentali si incontrano:

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